I.C.I.

 
L'imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) é stata introdotta nell'anno 1993 per consentire ai comuni di provvedere ad una rilevante parte del proprio fabbisogno finanziario attraverso risorse proprie.
 
Il presupposto dell'imposta é il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli siti nel territorio comunale.
 
Il soggetto passivo dell'imposta, ossia chi é tenuto al pagamento, é il proprietario degli immobili o colui che gode del diritto di usufrutto, uso o abitazione, anche se risiede altrove. L'imposta viene calcolata sulla base imponibile, costituita dal valore degli immobili.
 
Per i fabbricati (abitazioni principali e sue pertinenze e per tutti gli altri fabbricati del gruppo catastale A=abitazioni, B=collegi, convitti, ecc. e C=magazzini, depositi, laboratori, autorimesse, ecc.), il valore é costituito dalla rendita catastale rivalutata con il moltiplicatore previsto (attualmente 105).
 
Per gli uffici e studi privati (categoria A/10) e per i fabbricati del gruppo catastale D (opifici, alberghi, banche, ecc.) il moltiplicatore previsto é attualmente 52,5, mentre per negozi e botteghe (cat. C/1) il moltiplicatore della rendita é 35,7.
 
Per i terreni agricoli la base imponibile é costituita dal reddito domenicale rivalutato col moltiplicatore 93,75.

Per le aree fabbricabili viene considerato come base imponibile il valore venale commerciale che, nel caso del Comune di Scorzé, non deve essere inferiore - pena accertamenti - a quello indicato nella tabella "valori di riferimento aree fabbricabili" piú avanti riportata.
 

Aliquote ICI anni precedenti

Aliquote ICI 2010

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