15-05-2018

Un bagliore in lontananza di Paolo Zanucco - Mostra

Villa Orsini dal 19 maggio al 3 giugno 2018 - Inaugurazione sabato 19 maggio 2018 ore 17.00 - presentazione Dr.ssa Gabriella Niero

Mostra Paolo Zanucco

La mostra sarà aperta il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.30, il sabato e la domenica dalle ore 10.30 alle ore 19.30.

UN BAGLIORE IN LONTANANZA
 
Il segno corre sicuro sulla tela e traccia i profili di alcuni scorci veneziani, la città, la laguna, gli orizzonti al tramonto. Le antiche architetture si alternano a barene silenti, ponti e canali con barche ormeggiate e poi, in lontananza, isole disabitate. Le calibrate sfumature d’ombra sfiorano tutti i particolari, le modanature gotiche dei palazzi, le cupole della Salute, i campanili nei sestieri, presenze avvolte da emozioni sopite dal tempo e che sembrano emergere all’improvviso nei toni nostalgici del colore. Dalla pittura di Paolo Zanucco traspare già al primo sguardo un afflato romantico. E’ una sua caratteristica, un modo tutto personale di osservare ed interpretare la realtà veneziana che appare sospesa, irraggiungibile, talvolta umbratile e malinconica. Osservo le ampie distese della laguna, le lunghe prospettive sulle fondamenta aprirsi in campi e campielli, il distendersi dei tetti visti dall’alto. Lo spazio sembra svelarsi a molteplici dimensioni, a più prospettive, a mostrare Iuoghi che proprio come nella realtà ritroviamo dietro l’angolo. I soggetti si stagliano solenni attraverso geometrie classiche ma colti da punti di osservazione inconsueti, esterni al luogo dipinto, che in Zanucco rappresentano un tratto distintivo. E’ come se il pittore si spostasse continuamente nel riprendere un determinato effetto di controluce, un riflesso sull’acqua, uno scintillio che appare al limite del quadro. Ovunque, nei primi piani e sul fondo, un colore sciolto in raffinate sfumature e la luce, delicata, a tratti metafisica che, alternata alle zone d’ombra, accarezza le forme, le strutture, l’ordine compositivo.
Rimango affascinata dal perfetto equilibrio tra la tecnica e il soggetto, forse perché qualcosa di misterioso nell’anima artistica di Paolo Zanucco rimane nell’aria, un fremito che nasce da un’emozione intensa e che emerge gradatamente nell’espressione.
Infatti nonostante la lunga esperienza, Zanucco dipinge soprattutto con il cuore, interpreta ciò che sente lasciandosi trasportare liberamente dalla sua ispirazione grazie anche a una padronanza della pittura che gli permette di raggiungere una scansione ritmica davvero significativa. E poi i contenuti: l’amore per Venezia, la sua città, le meraviglie dell’arte, il silenzio delle isole, i tramonti infuocati. Per il pittore sono certamente dimensioni dello spirito, luoghi in cui ritrova l’energia primitiva, la purezza del primo sguardo, spunti di meditazione su ciò che oggi sfugge: spazi eterni dove tutto si placa, anche la più piccola inquietudine.
I soggetti visti e analizzati nella realtà tangibile, attraverso la pittura transitano in un altro luogo, magico ed evocativo, dove i profili degli antichi fasti vengono reinventati seguendo il filo della memoria. Questa però non è l’unica intenzione di Zanucco ma è un mezzo per accedere a un viaggio della conoscenza della realtà sulla soglia del divenire: ecco il bagliore che si accende all’improvviso e fa oscillare le barche sull’acqua o il tocco dai toni caldi che illumina le cupole bizantine. D’un tratto il silenzio si fa vibrazione dell’anima, infinita armonia, respiro universale. Venezia ri-sorge dalla laguna, immortale e bellissima.
 
Gabriella Niero - maggio 2018