20-11-2019

Mostra "7000 flowers" di Enrico Bonetto a cura di Gaetano Salerno

Villa Orsini dal 23 novembre al 15 dicembre 2019 - Inaugurazione sabato 23 novembre ore 18:30

Mostra Villa Orsini 7000

La mostra, visitabile fino a domenica 15 dicembre 2019, è curata dal critico d’arte Gaetano Salerno e realizzata in collaborazione con il Circolo Culturale Scorzè e con Segnoperenne.


7000 Flowers è la sesta tappa del progetto FAKE FLOWERS, avviato nel 2017 e declinato in cinque distinti episodi che hanno contaminato, con pittura (quadri dall’unico e reiterato soggetto di fiori colorati, realizzati in parte dall’artista e in parte da numerosi falsi artisti), installazioni e interventi performativi, cinque differenti luoghi estranei ai circuiti espositivi canonici per coinvolgere il pubblico in nuove esperienze, stranianti e inattese, di fruizione del dato artistico e per ridiscutere il valore stesso dell’oggetto artistico inteso sia come veicolo di confutabili verità sia come veicolo di inconfutabili falsità.

La prima parte del percorso, condotta sotto la supervisione del critico d’arte Gaetano Salerno coadiuvato da quattro falsi curatori ai quali è stata affidato il compito di gestire, sotto il profilo critico, la presentazione degli eventi, è culminata nell’happening artistico di settembre 2018 presso la Sala Bianca del Caffè Pedrocchi di Padova in occasione del quale, artista e curatore, hanno spiegato al pubblico l’inganno sotteso del progetto e, per rivendicare la paternità intellettuale delle molte opere e dei molti pensieri critici prodotti (esibiti finalmente nella loro disarmante e inoppugnabile verità), hanno citato e omaggiato gli artisti Fabio Mauri e Pier Paolo Pasolini riproponendo la storica performance Intellettuale, presentata nel 1975 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna.

Negli spazi espositivi di Villa Orsini l’artista e il curatore della mostra proporranno un’ulteriore e complementare lettura critica del progetto artistico, ormai chiaro nelle sue componenti ludiche, sperimentali e concettuali; lasciato emergere l’inganno e spiegata la necessità di pervenire ad altre e potenziali forme di verità veicolate dall’arte, è necessario quindi che un pubblico sempre più vasto possa essere contaminato dal virus del dubbio e condotto a nuove riflessioni lasciando che nella mente di ciascun visitatore della mostra possa simbolicamente insinuarsi un seme e nascere, come fiore appena sbocciato, una nuova idea.

Quale modo migliore allora se non quello di ricorrere a una nuova e significativa citazione artistica; come le 7000 querce (7000 Oaks) con le quali Joseph Beuys, in occasione della settima edizione di dOCUMENTA del 1982, cercò di sensibilizzare e rendere più verde la città tedesca di Kassel, così il critico e l’artista proveranno a sensibilizzare e rendere più colorata la realtà culturale del loro territorio con 7000 metaforici nuovi fiori, assolutamente falsi e assolutamente veri; sicuramente utili per discutere, ancora una volta, della dicotomia dell’arte la cui componente di falsità non le impedisce però di divenire il veicolo di trasmissione delle più sottili e irrinunciabili forme di verità, continuando a giocare e a dialogare con il pubblico coinvolto in un evento situazionista retto dalle contraddizioni, dalle dualità e dalle aporie proprie dei linguaggi artistici ed espressivi di Enrico Bonetto.

Come scrive il critico d’arte Gaetano Salerno nel catalogo FAKE FLOWERS relativamente al progetto artistico:

“[…] Ogni evento dunque è stato e, nell’attimo esatto del suo divenire, ha sia affermato la propria falsità sia ribadito - almeno concettualmente - la propria essenza coinvolgendo e confondendo il pubblico entro i confini (interscambiabili) di realtà e menzogna; tutto è realmente accaduto (ed è stato tremendamente reale) ma all’interno di questa realtà dell’esistere (nel tempo e nello spazio, reale o virtuale che sia poco importa e poco cambia) l’autenticità è stata determinata da un’operazione algebrica di somme e sottrazioni di frammenti di verità e di costanti di falsità. Nulla di nuovo. L’arte, da sempre, esiste tra gli estremi concettuali di verità e verosimiglianza laddove il primo valore è reale pur apparendo falso e il secondo è falso pur apparendo reale; e agisce talvolta svelandosi, talvolta celandosi oltre il muro della frottola sul quale le forme e colori (che belle le forme e i colori dei fiori, o no?) hanno disegnato piacevoli menzogne, necessarie per condurre il pubblico a sviluppare atteggiamenti maggiormente critici e approdare a una forma più appagante e consapevole di conoscenza, oltre le verità presunte. Le regole imposte (e accettate) dalla società dello spettacolo e l’euforia espressa dal grande e festoso circo che ci ha accolto e ci ha coinvolto lungo questo breve ma intenso itinerario artistico rendendoci (tutti, non solamente l’artista-demiurgo come solitamente accade) reali protagonisti al di qua e al di là dello specchio, hanno reso inevitabilmente irripetibile ciascun momento, svincolandolo dall’omologazione di canovacci che si ripetono indistinti e monotoni nei palcoscenici teatrali di gallerie e spazi espositivi dove, solitamente, si recita a soggetto. Tutto è stato fasullo, tranne il pubblico che ha contribuito alla mise-en-scène dello spettacolo; Guy Debord ci ricorda che lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra individui, mediato dalle immagini”. (estratto testo critico "La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità", da catalogo progetto FAKE FLOWERS, a cura di Gaetano Salerno)

Enrico Bonetto, in arte Since72, nasce a Padova il 27 settembre 1972. Dal 1999 espone con il suo stile eclettico in spazi pubblici e gallerie d'arte. Celebra i 20 anni di attività qui a Scorzè.