14-03-2017

Stagione di prosa 2017 - spettacoli alla domenica con inizio ore 17.00

Domenica 26 marzo 2017 ore 17.00 - Teatro Stabile del Veneto - Arlecchino Il servitore di due padroni

Stagione di prosa 2017

dom 26 Marzo 2017 ore 17:00 

Teatro Stabile del Veneto
ARLECCHINO, IL SERVITORE DI DUE PADRONI

adattamento di Giorgio Sangati
tratto da “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni
con (in ordine alfabetico)
interpreti e personaggi
Brighella, locandiere  Anna De Franceschi
Silvio Francesco Folena Comini
Pantalone de’ Bisognosi Eleonora Fuser
Smeraldina Irene Lamponi
Clarice Marta Meneghetti
Il Dottore Lombardi Michele Mori
Florindo Aretusi, torinese Stefano Rota
Beatrice, torinese, in abito da uomo sotto nome di Federigo Rasponi Laura Serena
Arlecchino, facchino Marco Zoppello
Musiche eseguite dal vivo alla fisarmonica da Veronica Canale
Regia Giorgio Sangati
Scenografia Alberto Nonnato
Costumi Stefano Nicolao
Maschere Donato Sartori - Centro Maschere e Strutture Gestuali
Luci Paolo Pollo Rodighiero
direttore di scena Davide  Babolin, macchinista Federico Rossi, elettricista Elisa Bortolussi, sarta Sara Gicoradi, costumi – calzature Nicolao Atelier, foto Serena Pea, progetto visivo Begriff, ufficio stampa Studio Systema

Arlecchino, la maschera simbolo del teatro italiano e “Il servitore di due padroni”,  il testo di Carlo Goldoni più rappresentato al mondo, tornano sul palcoscenico dello Stabile del Veneto in una nuova, inedita versione. Una strana soffitta ingombra di vecchi bauli e una vivace  compagnia di attori. All’arrivo del pubblico i comici aprono i bauli, riemergono abiti usati mille volte, attrezzeria ammaccata e strumenti musicali impolverati, quanto basta per far rivivere questo capolavoro. La perfetta macchina teatrale goldoniana si rimette in moto, la polvere vola via a suon di  canti e musica, i personaggi e le maschere riprendono vita e trascinano il pubblico in una girandola di colori, emozioni e divertimento. Travestimenti e riconoscimenti,  servitori e padroni, padri e figli, morti e risorti, duelli e passioni, gioie e pianti: nello spettacolo tutto è doppio, come Arlecchino che, a sua volta, si sdoppia (anzi si triplica)  nell’impresa impossibile di servire due padroni e forse anche sé stesso. Goldoni scrive “Il servitore di due padroni” lontano dalla sua Venezia e in ogni battuta della commedia si legge l’amore e la nostalgia per una città magica, un luogo unico, fantastico, intriso di vita, in cui tutto è (ancora) possibile. In scena un cast di altissimo livello che fa incontrare interpreti di comprovata esperienza con giovani talenti. Un classico che non può invecchiare perché affonda le sue radici nella storia stessa del teatro.

                                                                                                                                                                       Giorgio Sangati