Villa Moro-Bernardo-Morchio oggi Favaro

Villa Moro-Bernardo-Morchio oggi Favaro

Via Moglianese P. 28 - Peseggia

Villa Moro-Bernardo-Morchio-Favaro si trova in Via Moglianese P. n. 28 a Peseggia di Scorzé. Nonostante il restauro in corso, l'origine di questa villa é ancora incerta: si tratta comunque del palazzo piú antico del Comune che é giunto fino a noi; dalla struttura dell'edificio e dall'utilizzo del gotico, lo si potrebbe datare tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400. Di certo sappiamo che nel 1480 ne era proprietario Cristoforo Moro, nobile veneziano molto attivo nelle guerre disputate dalla Serenissima, nonchè cugino del Doge. La famiglia Moro era quindi molto influente nel governo della Repubblica: fu tra le prime ad investire in terraferma e a costruire anche la villa gotica di Peseggia.

Le ville quattrocentesche in terraferma sono oggi molto rare e questo rende ancora piú importante questa storica costruzione.
La famiglia Moro tenne per piú generazioni il palazzo, fino a quando Gasparo, sposato con Paola Bernardo, rimase senza eredi diretti; nel corso della metá del 1500, le proprietá di Peseggia passarono allora al nipote GioBatta Bernardo. Fu lui che volle modernizzare la vecchia villa: come nuovo proprietario fece chiudere le finestre gotiche, eliminare le decorazioni a losanghe rosse, non piú alla moda e affrescare le sale, preferendo un'abitazione dal gusto piú rinascimentale. Il ciclo di affreschi che orna intere pareti é tuttora visibile: descrive la vita di campagna durante le varie stagioni e soggetti biblici, come la vita di Davide, Sansone o Mosé.
GioBatta Bernardo fu un uomo molto attivo e tra le varie cariche che assunse ci fu anche quella di Capitano di Vicenza; per questa cittá fece sistemare il porto sul fiume Bacchiglione e finanzió la loggia del Capitano, su disegno di Andrea Palladio.
La famiglia dei Bernardo rimase proprietaria del palazzo per diversi secoli e nel 1700 fece costruire un oratorio esterno alla villa, dedicato alla Beata Vergine.
Con l'avvento di Napoleone i Bernardo andarono definitivamente in rovina, tanto da dover vendere nel 1812 a causa dei debiti tutte le loro proprietá di Peseggia ai signori Baretta giá proprietari della villa oggi conosciuta come "Spangaro".
I Baretta tennero poco il palazzo che fu ceduto nel 1863 ai Morchio, orefici e antiquari di Venezia. Furono loro che, nel tentativo di modernizzare la struttura, demolirono la chiesetta esterna, adibendo una stanza interna ad oratorio. Questo era dedicato allo Spirito Santo e al suo interno si trovava anche la statua grande di S. Antonio da Padova che si trova ora nella chiesa parrocchiale di Peseggia.
Col tempo la villa é stata spogliata di ornamenti e arredi e sono stati coperti di calce gli affreschi, rendendola apparentemente insignificante. Questo é stato probabilmente uno dei motivi che l'hanno preservata dalla distruzione e che ora ci permettono di ammirare un palazzo con molte tracce oggi leggibili anche dell'antico periodo gotico.
Dal 1948 la villa é di proprietá della famiglia Favaro che ne sta curando il restauro conservativo in corso e la sua valorizzazione.
Lucia Favaro