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Francesca Zorzetto

Allenatrice della società sportiva Ippogrifo, la scuderia di Peseggia dove si occupa della scuola di base dedicata ai ragazzi preagonisti del salto e del volteggio a 360°, dalla base all'agonismo

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2026, 10:02

La scorzetana Francesca Zorzetto è un'allenatrice della società sportiva Ippogrifo, la scuderia di Peseggia dove si occupa della scuola di base dedicata ai ragazzi preagonisti del salto e del volteggio a 360°, dalla base all'agonismo.

Quella per la natura e per gli animali, in particolare per i cavalli, è stata una passione travolgente al punto che ha saputo affiancare a quella per i bambini, facendone un vero e proprio lavoro che l'ha portata a conquistare con atlete e cavalli una pioggia di risultati gloriosi.

È sottolineando l'importanza dei valori del tempo e della pazienza che racconta la sua storia e quella di uno sport frainteso: il volteggio.

Passione e lavoro

«Sono sempre stata appassionata di cavalli e ho iniziato proprio all'Ippogrifo tanti anni fa, passando dalla monta ai primi concorsi di salto a ostacoli. Per anni ho affiancato la passione al lavoro da contabile, conseguendo nel frattempo diplomi e patenti per insegnare; poi ho scelto di dedicarmi completamente all’equitazione, prima come istruttrice di salto a ostacoli e successivamente di volteggio, dopo l’esperienza nei giochi pony. L’amore per i cavalli e per i bambini mi ha permesso di unire le mie due passioni nell’insegnamento».

La scuderia e il volteggio agonistico

«Ippogrifo è una realtà solida, storica, in cui pratichiamo equitazione di base (monta inglese), salto a ostacoli, gioco pony e volteggio.

Abbiamo iniziato a dedicarci al volteggio agonistico con la Federazione Sport Equestri nel 2008-2009, dopo esperienze iniziali più ludiche nelle piazze ai vari eventi e alle feste di paese. Per tutte le cose ci vuole un po' di pazienza e bisogna aspettare che ingranino...».

L'evoluzione pazzesca di uno sport frainteso

«Il volteggio, come la ginnastica artistica, è uno sport anche maschile e oggi nella nostra realtà è praticato anche da due bambini. È una disciplina completa, tra lavoro a terra e con il cavallo, ideale anche per i più piccoli e paragonabile alla psicomotricità. Non è uno sport “da femmine” né d’élite: a livello base è accessibile, con costi che aumentano solo salendo di livello, come in molti altri sport.

Da quando abbiamo iniziato, il volteggio agonistico è cambiato radicalmente: le figure che vincevano nel 2009 oggi sono di livello base. L’evoluzione è stata enorme, con atleti più preparati e attenti alla struttura e alla tenuta fisica del proprio corpo, seguiti da professionisti».

Dalla sella alla vita

«Al di là dell’agonismo, il volteggio è uno sport di squadra che favorisce crescita, disciplina e rispetto. Coinvolge atleti, cavallo e longeur e insegna collaborazione e autocontrollo fin da piccoli, aiutando bambini e ragazzi a gestire energie, regole e responsabilità.

Imparare da piccoli a esibirsi e confrontarsi davanti a giudici e pubblico, anche sbagliando, aiuta a gestire le emozioni e favorisce la crescita, come ho visto sulle mie figlie, anche a scuola. Fallire è umano: ci si può arrabbiare o stare male, ma c’è sempre un’altra possibilità per migliorare».

Dal gioco alla specialità

«Oggi, se da una parte bambine e ragazze si confrontano continuando a ottenere ottimi risultati, dall'altra avviciniamo i più piccoli (4-7 anni) alle competizioni in modo ludico con gare di squadra senza classifica, per far vivere loro le emozioni dello sport, del lavoro insieme e dell’esibizione senza le pressioni da podio. Imparare a gestire le emozioni favorisce una crescita sia fisica sia emotiva.

I pulcini iniziano così con le attività ludiche e le prime gare di squadra senza podio e, solo dagli 8 anni i bambini scelgono se specializzarsi nell’equitazione o in altre discipline, secondo inclinazioni e caratteristiche personali».

Una pioggia di risultati

«Per ottenere risultati contano impegno, allenamento e lavoro a casa, ma in gara entra in gioco la componente emotiva. Se una squadra dà il massimo, anche un ultimo posto è positivo, perché indica crescita e possibilità di miglioramento. È fondamentale che ogni atleta impari a gestire le emozioni prima, durante e dopo la gara, senza la pressione di dover salire sul podio. Nel volteggio il punteggio dipende da atleta, cavallo e longeur: imparare a non puntare il dito è essenziale, soprattutto per gli adolescenti. Ai più piccoli l’obiettivo resta fare bene concentrandosi sul lavoro; così anche quest’anno abbiamo ottenuto ottimi risultati.

Dopo i successi di Linda Criveller e Adele Carpin, rispettivamente oro e argento ai Campionati Italiani 2024, le atlete della scuderia si sono distinte anche nel 2025.

Alle Ponyadi di Arezzo, Adele Carpin e Adele Zarotti, 1^ e 6^ nella categoria individuale D, hanno conquistato l’oro a squadre PDD e B, mentre Aurora Pastrello Cengia e Sofia Marchetto hanno vinto l’oro a squadre rispettivamente nelle squadre L e F.

Ai Campionati Veneti Adele Carpin ha sommato al titolo di Campionessa Veneta individuale D, il 2^ posto a squadre PDD con la compagna Greta Criveller - a sua volta 2^ individuale C - e il 3^ posto PDD con la compagna Sofia Giavatto; Aurora Pastrello Cengia e Ginevra Castaldo sono vice campionesse a squadre E; Linda Criveller e Adele Zarotti sono rispettivamente 3^ individuale C e 4^ individuale D.

Ai precedenti si aggiungono gli ottimi risultati ai Campionati Italiani di Monza, con un medagliere che conta i 4 argenti di Matilde Garritano (individuale B), Adele Carpin (individuale D), Adele Carpin e Greta Criveller (a squadre PDD D), Adele Carpin e Adele Zarotti (a squadre PDD D under) e i 2 ori nel campionato italiano ludiche della squadra E con Ginevra Castaldo, Emma Scarpa, Giulia Speronello, Alessia Cargno, Aurora Pastrello Cengia e della squadra L con Emily Checchin, Tessa Spolaore e Sabrina Boni».

Momenti indimenticabili

«Da mamma e allenatrice ho vissuto grandi soddisfazioni: salire sul podio di un campionato italiano con le mie figlie e conquistare due medaglie internazionali con atlete diverse sono emozioni indimenticabili, insieme ai tanti traguardi raggiunti dalle ragazze anche a livello internazionale»

Valori sportivi e responsabilità quotidiana

«Dedico molto tempo alle atlete parlando di fair play, rispetto tra compagne e cura del cavallo, perché non è un oggetto o un mezzo, ma un compagno da accudire ogni giorno. Le ragazze più grandi si alternano per prepararlo prima e dopo gli allenamenti e anche i più piccoli, dopo la lezione, si fermano qualche minuto per spazzolarlo e premiarlo. Questo educa a relazioni sane, responsabilità, impegno e sacrificio, ma anche ad accettare che, se il cavallo non sta bene, la gara si ferma: una lezione fondamentale di rispetto verso l’animale e verso lo sport».

A lezione dal cavallo

«Sono molto legata alla terra e agli animali, in particolare ai cavalli, animali sensibili e timorosi che richiedono calma e pazienza per essere conosciuti. Ogni rapporto con loro insegna qualcosa di nuovo, non solo nell’allenamento, ma nella comprensione del loro comportamento. Oggi si ottengono risultati senza metodi coercitivi, valorizzando comunicazione e rispetto. Nei percorsi come l’ippoterapia i cavalli mostrano la loro sensibilità, trattenendo energia finché i bambini non scendono. All’Ippogrifo i ragazzi imparano a preparare e gestire il cavallo, sviluppando calma, gentilezza, pazienza, osservazione e controllo delle proprie reazioni, qualità che vanno oltre la fisicità e l’atletica».

 

Ilenia Milanese


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